L’artroscopia del polso è l’esplorazione e il trattamento delle articolazioni del polso attraverso piccole incisioni di pochi millimetri, con una microtelecamera e strumenti dedicati. Permette di vedere direttamente legamenti, cartilagine e fibrocartilagine triangolare, e di riconoscere lesioni che gli esami radiologici tradizionali non rivelano completamente, trattandone una parte nella stessa seduta.
Molti pazienti arrivano alla visita dopo mesi di dolore persistente, limitazioni nei movimenti e difficoltà nelle attività quotidiane. Il Prof. Francesco Smeraglia, Professore Associato di Ortopedia e Traumatologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II ed European Diploma in Hand Surgery (FESSH/EBHS), dedica una parte importante della sua attività specialistica all’artroscopia e alla chirurgia complessa del polso, ambito sul quale ha pubblicato studi scientifici internazionali. Per una valutazione è possibile prenotare una visita all’AMI, Via G. Fiorelli 12, Napoli.

Nell’artroscopia del polso una telecamera di pochi millimetri viene introdotta nell’articolazione per osservarne direttamente le superfici, i legamenti e la fibrocartilagine triangolare (TFCC), il complesso di legamenti e cartilagine che stabilizza il lato ulnare del polso, verso il mignolo. Il gesto chirurgico viene eseguito attraverso accessi separati, sotto lo stesso controllo visivo.
L’artroscopia ha tre usi:
Si esplorano principalmente due articolazioni: la radiocarpica, tra il radio e la prima filiera del carpo, dove si osservano la fibrocartilagine triangolare e il legamento scafo-lunato; e la mediocarpica, tra la filiera prossimale e quella distale del carpo, dove si valuta la stabilità delle ossa del carpo. In alcuni casi si esplorano anche l’articolazione radio-ulnare distale (DRUJ) e le articolazioni intercarpali.
L’artroscopia del polso è indicata quando un dolore o un’instabilità persistono dopo un trattamento conservativo adeguato, quando l’esame clinico e le immagini non concordano, e quando la lesione sospettata si può trattare per via artroscopica. Non è un esame di primo livello e non si propone quando le immagini hanno già dato una risposta sufficiente. La decisione nasce dal quadro clinico, dalla durata dei disturbi e da ciò che il paziente deve tornare a fare. Chi convive da tempo con un dolore al polso senza una diagnosi precisa è il paziente per cui questa valutazione ha più senso.
Le lesioni della fibrocartilagine triangolare derivano da cadute sul polso, da movimenti ripetitivi o da un’usura progressiva. Causano dolore sul lato ulnare, scrosci o clic, difficoltà nella presa e dolore in prono-supinazione o sollevando pesi. La diagnosi richiede un esame clinico con test specifici, come il test della fovea; risonanza magnetica e artro-RM aiutano nei casi dubbi.
L’artroscopia permette di vedere la lesione e di trattarla con un debridement o con una riparazione; nei casi complessi può essere necessaria una ricostruzione legamentosa. Vedere meglio, però, non significa sempre concordare: in uno studio internazionale al quale il Prof. Smeraglia ha partecipato, pubblicato nel 2026 sul Journal of Hand Surgery, cinque chirurghi della mano esperti hanno riletto le stesse 43 artroscopie, e l’accordo sulla classificazione delle lesioni e sulla scelta del trattamento è risultato limitato. Per questo la decisione si prende sempre sul quadro clinico complessivo, non sulla sola immagine.
Le lesioni dei legamenti scafo-lunato e luno-triquetrale possono provocare un’instabilità del carpo, acuta o cronica, con dolore, debolezza e sensazione di cedimento. Le radiografie possono essere normali nelle fasi iniziali. L’artroscopia consente di vedere il legamento e di valutarne la tenuta sotto carico, e di scegliere il trattamento in base al tipo di lesione e alla sua durata.
Nelle fratture intra-articolari del radio distale l’artroscopia serve a valutare e migliorare la riduzione chirurgica della superficie articolare e a riconoscere eventuali lesioni associate dei legamenti e della fibrocartilagine. Nella revisione sistematica pubblicata nel 2016 sul British Medical Bulletin, di cui il Prof. Smeraglia è primo autore, l’assistenza artroscopica migliora la qualità della riduzione; la letteratura disponibile non dimostra invece, finora, un beneficio funzionale a lungo termine rispetto alla sola placca volare. Per le opzioni di trattamento si veda la pagina sulla frattura di polso.
Quando una frattura dello scafoide non consolida, l’artroscopia permette di preparare il focolaio, inserire l’innesto e fissarlo con accessi minimi. In una revisione sistematica alla quale il Prof. Smeraglia ha contribuito, pubblicata nel 2023 su Acta Biomedica (18 studi, 545 pazienti), il trattamento artroscopico ha raggiunto tassi elevati di consolidazione; la maggior parte degli studi inclusi è però retrospettiva. Approfondimenti nella pagina sulla pseudoartrosi dello scafoide.
Le cisti gangliari dorsali o volari possono essere asportate per via artroscopica con la resezione del peduncolo, cioè del punto in cui la cisti origina dalla capsula articolare. È una delle opzioni possibili, insieme all’osservazione e all’asportazione tradizionale. Maggiori informazioni nella pagina sulle cisti del polso.
L’artroscopia del polso viene eseguita in anestesia e, nella maggior parte dei casi, in regime di day surgery: il paziente rientra a casa in giornata.
Il tipo di anestesia e la durata dell’intervento si definiscono caso per caso e vengono spiegati durante la visita.
Il recupero dipende dal tipo di lesione trattata e dalla complessità dell’intervento più che dall’artroscopia in sé. Dopo un’esplorazione o un debridement, in molti casi si riprendono le attività leggere entro pochi giorni e quelle più impegnative in alcune settimane. Una riparazione della fibrocartilagine triangolare, un intervento sui legamenti o un innesto sullo scafoide richiedono invece un periodo di protezione e tempi più lunghi.
Un protocollo di riabilitazione personalizzato, eseguito con fisioterapisti specializzati, è importante per ottimizzare il risultato. Questi tempi sono indicativi e variano con la lesione, il gesto eseguito e il lavoro o lo sport del paziente: vengono precisati dopo l’intervento.
Come ogni intervento, anche l’artroscopia del polso comporta dei rischi. Il più legato alla tecnica è un’irritazione temporanea dei piccoli rami nervosi sensitivi vicini agli accessi dorsali; più rari sono l’infezione e la rigidità. Rischi e benefici vengono discussi apertamente durante la visita, in rapporto alla lesione da trattare.
Le visite private si svolgono all’AMI, Via G. Fiorelli 12, Napoli. Gli interventi in regime privato vengono eseguiti alla Clinica Ruesch; l’attività chirurgica pubblica si svolge al Policlinico Federico II. Durante la visita si definiscono il percorso più adatto e la struttura in cui operare.
È possibile richiedere una valutazione anche come secondo parere: per un dolore al polso che persiste dopo un precedente intervento, per un’instabilità non chiarita o per discutere un’indicazione chirurgica già ricevuta. Davanti alla stessa immagine due chirurghi possono proporre trattamenti diversi; un secondo parere serve a confermare o a rivedere la scelta.
Per conoscere il percorso professionale del Prof. Smeraglia si veda la pagina chirurgo della mano a Napoli; l’elenco dei suoi lavori scientifici è nella pagina delle pubblicazioni. Gli altri interventi sono descritti nella sezione interventi, le condizioni trattate in patologie della mano e del polso.
No durante la procedura, che si esegue in anestesia. Nei giorni successivi il fastidio è in genere contenuto e si controlla con la terapia indicata alla dimissione.
Nella maggior parte dei casi no: l’artroscopia del polso è un intervento in day surgery e il paziente rientra a casa in giornata.
Dipende da ciò che viene trattato: dopo un’esplorazione o un debridement le attività leggere riprendono in genere entro pochi giorni; una riparazione legamentosa o della fibrocartilagine richiede tempi più lunghi, indicati caso per caso.
Spesso è sufficiente, ma alcune lesioni dei legamenti e della fibrocartilagine non vengono rivelate completamente dalle immagini. L’artroscopia si propone quando il quadro clinico e la risonanza non concordano o quando la lesione può essere trattata nella stessa seduta.
Se soffri di dolore o instabilità al polso e vuoi capire se un’artroscopia è indicata nel tuo caso, puoi prenotare una visita con il Prof. Smeraglia all’AMI, Via G. Fiorelli 12, Napoli. Porta con te gli esami già eseguiti e la documentazione di eventuali interventi precedenti.