L’intervento per il tunnel carpale libera il nervo mediano dalla compressione al polso. Nella mia attività privata preferisco la liberazione endoscopica: una tecnica mininvasiva, con un profilo di sicurezza consolidato, che eseguo di routine in anestesia locale, con mobilizzazione immediata della mano e una medicazione ridotta a un piccolo cerotto.
Sono Professore Associato di Ortopedia e Traumatologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II e ho conseguito l’European Diploma in Hand Surgery (FESSH/EBHS). Visito presso l’AMI, Via G. Fiorelli 12, Napoli; opero in regime privato presso la Clinica Ruesch e in regime pubblico presso il Policlinico Federico II. Per una valutazione è possibile prenotare una visita.

La decisione tiene conto dei sintomi, dell’esame clinico, degli eventuali esami e delle cure già provate. Disturbi persistenti o importanti, o una perdita di sensibilità o di forza, portano a discutere la decompressione. Chi sta ancora cercando di capire i propri disturbi può partire dalla pagina sulla sindrome del tunnel carpale.
Durante la visita chiarisco quali disturbi dipendono dalla compressione, che cosa ci si può attendere dall’intervento e quali alternative esistono, compresa la prosecuzione di una cura non chirurgica quando appropriata.
L’operazione consiste nel dividere il legamento trasverso del carpo per dare più spazio al nervo mediano. Il bersaglio è il legamento che comprime il nervo, non il nervo stesso.
Con la tecnica endoscopica l’intervento si esegue attraverso una piccola incisione al polso, evitando la classica incisione sul palmo della mano. Il legamento viene sezionato sotto controllo di un sistema ottico. Nei pazienti selezionati questo approccio può ridurre il fastidio precoce legato alla cicatrice e favorire un recupero funzionale più rapido. I risultati a lungo termine sono in genere sovrapponibili a quelli della chirurgia aperta tradizionale: le linee guida AAOS del 2024 riportano risultati riferiti dai pazienti simili nel lungo periodo per mini-open ed endoscopia. Una descrizione generale degli accessi è disponibile nella scheda AAOS.
La liberazione endoscopica del tunnel carpale è disponibile in regime privato, presso la Clinica Ruesch; non la eseguo nell’attività pubblica. L’indicazione per la singola mano viene definita dopo la visita.
Nei pazienti selezionati la liberazione endoscopica bilaterale del tunnel carpale può essere eseguita nella stessa seduta operatoria. Questa possibilità può essere particolarmente utile per chi ha esigenze lavorative od organizzative specifiche e preferisce evitare due interventi separati. L’indicazione va naturalmente personalizzata, tenendo conto delle condizioni cliniche del paziente e della sua capacità di gestire le attività quotidiane nel primo periodo di recupero.
Eseguo abitualmente questo intervento in sola anestesia locale, senza anestesia generale. Il paziente resta sveglio durante l’operazione e la procedura si svolge di norma in regime di day surgery: si rientra a casa lo stesso giorno.

Prima dell’intervento la struttura fornisce indicazioni scritte su arrivo, preparazione, accompagnamento e terapia abituale. Non modificare autonomamente i farmaci in base a istruzioni generiche trovate online.
Dopo la liberazione endoscopica del tunnel carpale:
Alla dimissione il paziente riceve il piano per il controllo, l’uso della mano e la gestione del dolore, con i riferimenti da contattare in caso di dubbi.
I tempi indicati sotto si riferiscono alla tecnica endoscopica e al mio protocollo postoperatorio. Sono indicativi, non garantiti: dipendono dalle mansioni reali, dal decorso e dalla valutazione clinica.
| Attività | Ripresa indicativa |
|---|---|
| Lavoro d’ufficio | 3 giorni |
| Lavoro manuale leggero | 10–15 giorni |
| Lavoro manuale pesante | 15–20 giorni |
| Guida | 2–3 giorni |
| Sport | Variabile secondo lo sport |
Alla visita conviene descrivere le attività effettive: uso del mouse e della tastiera, frequenza delle prese, strumenti, pesi, vibrazioni. Per confronto, un’indagine britannica del 2018 e un consenso multidisciplinare del 2023 hanno raccolto raccomandazioni professionali generali sul rientro al lavoro, organizzate secondo il tipo di attività.
Uno dei primi benefici della decompressione è il miglioramento o la scomparsa del dolore e delle parestesie notturne. In molti pazienti il dolore notturno scompare già dalla prima notte dopo l’intervento.
Il recupero della sensibilità può invece richiedere molto più tempo, soprattutto nelle compressioni del nervo mediano di lunga durata o severe. Occorre distinguere il rapido sollievo dei sintomi dal recupero neurologico, che dipende dalla gravità e dalla durata del danno al nervo. In sintesi:
La scheda BSSH ricorda che il recupero della forza può richiedere più tempo rispetto al sollievo del formicolio.
Tra le possibili complicanze figurano sanguinamento, infezione, difficoltà di guarigione della ferita e irritazione o lesione nervosa. Può persistere una sensibilità dolorosa della cicatrice. Sintomi nuovi o un decorso diverso da quello spiegato richiedono un contatto con l’équipe. La visita preoperatoria serve a chiarire quali rischi siano rilevanti nella situazione personale. Per il quadro generale è disponibile la pagina sugli interventi della mano e del polso.
La revisione Cochrane del 2024 indica un miglioramento globale più probabile con la chirurgia rispetto al tutore. Il confronto diretto tra corticosteroidi e chirurgia si basa su studi ancora limitati: la scelta tiene conto della gravità della compressione e delle preferenze del paziente.
Per la chirurgia privata presso la Clinica Ruesch sono presenti convenzioni dirette con compagnie assicurative e fondi sanitari. La copertura effettiva dipende dalla compagnia, dalla polizza e dalla procedura, e va verificata caso per caso. Prima di programmare un intervento privato conviene richiedere un preventivo che specifichi che cosa comprende. Per il percorso pubblico presso il Policlinico Federico II occorre verificare modalità di accesso e programmazione.
Per organizzare la valutazione si possono usare i contatti del Prof. Francesco Smeraglia, indicando se la richiesta riguarda una prima visita, il percorso pubblico o quello privato.
No. L’obiettivo è liberarlo dalla compressione attraverso la sezione del legamento che forma il tetto del tunnel.
No. Dopo la liberazione endoscopica applico soltanto un piccolo cerotto, senza tutore né immobilizzazione; mano e dita si muovono subito.
No. Lo eseguo abitualmente in sola anestesia locale, con il paziente sveglio, in regime di day surgery.
No. La presenza di convenzioni non sostituisce la verifica della singola polizza, della procedura e dell’autorizzazione richiesta.
Per una valutazione del tunnel carpale presso l’AMI, Via G. Fiorelli 12, Napoli, è possibile richiedere un appuntamento.