Un tutore per la rizoartrosi sostiene la base del pollice e aiuta a ridurre il dolore durante le attività quotidiane o a riposo. L’obiettivo principale è stabilizzare l’articolazione trapezio-metacarpale (TMC), preservando il più possibile la mobilità funzionale della mano. Un tutore più rigido non è necessariamente più efficace per ogni paziente: conta la scelta giusta per quella mano e per quell’uso.
Prima della scelta serve confermare che il dolore venga davvero dalla rizoartrosi. Il Prof. Francesco Smeraglia, Professore Associato di Ortopedia e Traumatologia all’Università degli Studi di Napoli Federico II e titolare dell’European Diploma in Hand Surgery (FESSH/EBHS), valuta il pollice e indica il tipo di tutore più adatto. Per una visita specialistica puoi prenotare un appuntamento.
La rizoartrosi interessa l’articolazione tra il trapezio e il primo metacarpo, alla base del pollice. Aprire un barattolo, girare una chiave o stringere una pinza sollecitano proprio questa zona. Il tutore la sostiene lasciando liberi, quando possibile, i movimenti necessari alla giornata.
Il tutore fa parte del trattamento conservativo, insieme all’adattamento dei gesti e alla riabilitazione. Non rigenera la cartilagine, ma le raccomandazioni EULAR includono le ortesi tra le opzioni per il sollievo dei sintomi della base del pollice. Un buon punto di partenza è scegliere un’attività concreta da migliorare: dormire con meno fastidio, usare le chiavi, cucinare.
Le denominazioni commerciali variano. Più utile è sapere quale zona viene sostenuta e quali articolazioni restano libere.
| Tipo | A che cosa serve, che cosa controllare |
|---|---|
| Tutore corto funzionale | Stabilizza la base del pollice e lascia usare la mano; adatto alle attività di giorno |
| Tutore rigido | Contiene di più l’articolazione; utile quando serve maggiore stabilità, a scapito di parte della mobilità |
| Tutore morbido | Più confortevole; verificare che il sostegno resti efficace durante l’attività |
| Ortesi su misura (termoplastica) | Modellata sull’anatomia del paziente, sui sintomi e sulle esigenze funzionali; regolabile nei controlli |
| Modello di serie | Mano destra o sinistra, taglia corretta e possibilità di regolazione |
Non esiste una marca migliore per tutti. Una revisione con metanalisi di rete del 2021 ha confrontato diverse ortesi e suggerisce differenze tra modelli per dolore e funzione, con evidenze ancora incerte. Decisiva resta la prova sulla mano del singolo paziente.
I tutori termoplastici su misura vengono realizzati e regolati da terapisti della mano specializzati. Il materiale si modella direttamente sulla mano: il tutore si adatta all’anatomia del paziente, ai suoi sintomi e alle sue esigenze funzionali, e può essere ritoccato nei controlli successivi se compaiono punti di pressione o se cambiano le necessità.
Il tutore pollice su misura è una buona scelta quando i modelli di serie non calzano bene, non vengono tollerati o non sostengono la zona giusta.
I tutori diurni funzionali devono sostenere il pollice permettendo di svolgere le attività quotidiane: afferrare gli oggetti, lavorare, scrivere. Il tutore notturno può privilegiare il comfort e la stabilizzazione, perché di notte la mano non deve compiere gesti.
L’immobilizzazione continua non è necessaria di routine per ogni paziente. Aumentare da soli le ore di utilizzo non porta un beneficio maggiore: il programma viene adattato ai sintomi e alla tolleranza, insieme al movimento e agli esercizi indicati.
Un tutore prescritto per il dolore artrosico e un’ortesi postoperatoria rispondono a esigenze diverse. Il primo accompagna il trattamento conservativo; la seconda protegge l’articolazione nel periodo di guarigione dopo la chirurgia.
Nella pratica chirurgica del Prof. Smeraglia:
Si tratta dei protocolli specifici della sua pratica, non di raccomandazioni universali. Dopo un intervento si segue sempre il protocollo ricevuto dal proprio chirurgo.
Il sollievo delle prime ore non basta per giudicare. Conviene annotare per alcune settimane quali attività diventano più facili, quanto si indossa il tutore ed eventuali fastidi nuovi, e concordare con lo specialista il momento del controllo.
Gli studi indicano che le ortesi per il pollice possono aiutare a ridurre il dolore e migliorare la funzione in pazienti selezionati, anche se i risultati individuali possono variare.
Se il tutore non aiuta, si rivedono punti concreti: la diagnosi, la taglia e l’appoggio, la praticabilità del programma, i gesti che scatenano il dolore.
Durante la prova, mostrare alcuni gesti abituali aiuta a trovare il giusto compromesso tra sostegno e libertà di movimento. Segnalare subito zone che premono sulla pelle, chiusure difficili da regolare o un aumento del dolore. Un tutore che resta nel cassetto perché non è tollerato va rivalutato.
Per pulizia e asciugatura seguire le istruzioni del dispositivo. Non modificare da soli le parti rigide con calore o tagli: gli adattamenti spettano al terapista della mano.
In caso di nuovo formicolio, alterazione del colore delle dita, gonfiore marcato o dolore crescente, togliere il tutore e chiedere un controllo senza attendere la visita programmata.
No. La sede e il tipo di sintomo orientano la diagnosi. Un blocco con scatto durante il movimento ha una causa diversa dal dolore alla base del pollice; formicolio e perdita di sensibilità richiedono un esame specifico.
Per questi quadri sono disponibili le pagine sul dito a scatto e sul tunnel carpale. Un tutore pensato per una di queste condizioni non è intercambiabile con quello per la rizoartrosi. La visita, e quando indicato gli esami, confermano quale articolazione è coinvolta.
Se il dolore continua a limitare attività importanti nonostante un trattamento conservativo adeguato, è il momento di tornare dallo specialista. La decisione si basa su sintomi, funzione, esame della mano e obiettivi personali; la radiografia da sola non impone un’operazione.
La pagina dedicata all’intervento per rizoartrosi descrive la valutazione chirurgica. Le opzioni protesiche riguardano situazioni selezionate.
Il Prof. Francesco Smeraglia riceve per le visite private all’AMI, in Via G. Fiorelli 12 a Napoli; gli interventi si svolgono in regime privato alla Clinica Ruesch e in regime pubblico al Policlinico Federico II. Alla visita è utile portare il tutore già utilizzato, gli esami disponibili e un breve elenco dei gesti che provocano dolore.
Per una visita specialistica, prenota un appuntamento dalla pagina Contatti.
Quello che stabilizza la base del pollice, si adatta alla mano e si riesce a usare nel programma concordato. Un modello più rigido non è necessariamente più efficace.
No. Un tutore del polso e un’ortesi della base del pollice hanno obiettivi differenti: va controllata la zona che il modello contiene realmente.
Dipende dall’indicazione. Il tutore rizoartrosi notturno privilegia comfort e stabilizzazione; di giorno serve un sostegno che permetta le attività. L’immobilizzazione continua non è necessaria di routine.
No. Aiuta a gestire i sintomi, ma non cambia l’evoluzione della malattia. Una limitazione persistente richiede una nuova valutazione delle opzioni.
Non per tutti. È indicato quando i modelli di serie non calzano o non sono tollerati; viene realizzato e regolato da un terapista della mano.