L’intervento per il morbo di Dupuytren mira a ridurre la retrazione che impedisce di distendere un dito. La corda fibrosa può essere sezionata o asportata con tecniche diverse; la scelta dipende dall’articolazione coinvolta, dall’entità della retrazione, dalla pelle, da eventuali trattamenti precedenti e dalle attività della persona. L’intervento non elimina la malattia e non assicura che il dito torni completamente dritto.
Il Prof. Francesco Smeraglia esegue la chirurgia del morbo di Dupuytren a Napoli, in ambito pubblico al Policlinico Federico II e in ambito privato alla Clinica Ruesch. Le visite private si svolgono all’AMI, in Via G. Fiorelli 12. Per discutere l’indicazione e la tecnica è possibile prenotare una visita.
L’intervento si prende in considerazione quando la retrazione del dito limita la funzione della mano, in particolare se non si riesce più ad appoggiare completamente il palmo su un piano. Un nodulo nel palmo, senza retrazione né limitazione funzionale, di solito non richiede un’operazione. Durante la visita si misura separatamente, in gradi, il deficit di estensione dell’articolazione alla base del dito, la metacarpo-falangea (MF), e di quella al centro, l’interfalangea prossimale (IFP). Si valutano anche l’evoluzione dei sintomi e l’uso della mano nel lavoro e nelle attività quotidiane.
La pagina sul morbo di Dupuytren spiega come riconoscere la malattia, come si fa la diagnosi e quali trattamenti possono essere discussi prima di scegliere un intervento.
Le tecniche si distinguono per il tessuto che viene sezionato o asportato. La descrizione delle opzioni non sostituisce la scelta individuale: il gesto appropriato viene definito dopo l’esame della mano e dei trattamenti precedenti.

| Tecnica | Che cosa si fa | Che cosa va considerato |
|---|---|---|
| Aponeurotomia percutanea con ago | La corda viene sezionata attraverso la pelle, senza asportarla. | L’accesso è limitato e il recupero iniziale può essere più breve; nel confronto a cinque anni di uno studio randomizzato, la retrazione è ricomparsa più spesso che dopo fasciectomia limitata. |
| Fasciectomia limitata o selettiva | La corda malata viene asportata mediante un’incisione. | La ferita e la riabilitazione richiedono un percorso diverso da quello dell’aponeurotomia con ago. Nello studio citato la correzione è stata più duratura, senza che questo garantisca l’esito individuale. |
| Dermofasciectomia con innesto cutaneo | In casi selezionati si asportano la corda e la pelle sovrastante, sostituendo la pelle con un innesto. | È una possibilità soprattutto nelle forme recidivanti o estese; comporta anche la cura dell’innesto e un programma di recupero specifico. |
Il confronto sulla recidiva tra aponeurotomia con ago e fasciectomia limitata proviene dallo studio randomizzato di van Rijssen e colleghi, pubblicato su Plastic and Reconstructive Surgery nel 2012 (PMID 21987045). È un dato di gruppo con cinque anni di osservazione, non una previsione per la singola mano. La British Society for Surgery of the Hand descrive anche le varianti delle tecniche e ricorda che la scelta e il momento dell’operazione vanno discussi con il chirurgo.
Il percorso inizia con la misura della retrazione di ogni articolazione coinvolta e con la definizione dell’obiettivo funzionale. L’anestesia e la procedura vengono concordate in base alla tecnica e alle condizioni del paziente. Nell’aponeurotomia con ago la corda viene interrotta attraverso la pelle; nella fasciectomia viene esposta e asportata tramite incisione; nella dermofasciectomia la rimozione comprende anche una porzione di pelle, poi ricoperta con un innesto. Al termine si controlla l’estensione ottenuta e si applica la medicazione appropriata.
La durata dell’intervento e il tipo di anestesia non sono uguali per tutte le tecniche. Possono essere considerate l’anestesia locale, quella regionale del braccio o quella generale, secondo il programma definito con l’équipe. Le indicazioni per la giornata dell’operazione, comprese le terapie abituali e l’eventuale accompagnamento, vengono date per il caso specifico.
Dopo la chirurgia del morbo di Dupuytren la gestione dipende dalla tecnica eseguita e dalla mano trattata. Nella pratica indicativa del Prof. Smeraglia, la medicazione postoperatoria viene mantenuta per circa 15 giorni; quando sono presenti punti di sutura, la loro rimozione avviene indicativamente dopo due o tre settimane. Questi tempi vengono adattati alla ferita e all’eventuale innesto cutaneo.
La mobilizzazione viene avviata precocemente sotto le indicazioni dell’équipe. La terapia della mano, quando è indicata, deve essere svolta con un professionista specializzato. Un tutore notturno in estensione può essere utile in casi selezionati: non è obbligatorio per tutti dopo una fasciectomia. Anche la sua durata e il programma dettagliato di terapia vengono definiti individualmente. Le indicazioni generali sulla cura della cicatrice dopo un intervento alla mano non sostituiscono quelle consegnate dopo questa procedura.
Le stime fornite dal Prof. Smeraglia sono indicative, non scadenze valide per ogni paziente. Il ritorno dipende dalla tecnica, dalla guarigione della ferita e dalle attività richieste alla mano.
| Attività | Tempo indicativo |
|---|---|
| Lavoro d’ufficio | Circa 15 giorni. |
| Lavoro manuale | Circa 30 giorni, da adattare alle mansioni. |
| Guida | Circa 15 giorni, solo quando è tornato un controllo funzionale sufficiente della mano. |
L’articolazione coinvolta è uno dei fattori da considerare prima di scegliere il trattamento. Le retrazioni alla base del dito (MF) rispondono in genere più favorevolmente; quelle al centro (IFP) sono spesso più difficili da correggere e possono lasciare una deformità residua o ripresentarsi. Contano anche i gradi di retrazione, l’anatomia, gli interventi precedenti e le esigenze funzionali. L’obiettivo è migliorare l’estensione e l’uso della mano, senza promettere una correzione completa o definitiva.
La ricerca pubblicata dal Prof. Smeraglia nel 2023 riguarda pazienti trattati con collagenasi, non con le operazioni descritte qui: le percentuali di quello studio non sono risultati attesi dopo aponeurotomia, fasciectomia o dermofasciectomia. I dati, i loro limiti e il collegamento a PubMed sono presentati nella pagina dedicata alla malattia.
Il morbo di Dupuytren può ripresentarsi nelle dita operate o in altre zone della mano, perché nessuna delle tecniche elimina la malattia. La probabilità e i tempi di una recidiva non sono uguali per tutte le tecniche né per tutte le persone. Durante la visita vanno discussi il risultato realisticamente ottenibile, le alternative, la cura della ferita e i rischi pertinenti al gesto scelto. Una panoramica dei rischi generali è disponibile nella pagina sulle complicazioni in chirurgia della mano.
Il Prof. Smeraglia esegue interventi per il morbo di Dupuytren al Policlinico Federico II, in ambito pubblico, e alla Clinica Ruesch, in ambito privato. Le visite private si svolgono all’AMI, Via G. Fiorelli 12, Napoli. La scelta della tecnica e della sede viene definita nel percorso di valutazione e programmazione. Per la chirurgia privata, l’eventuale copertura assicurativa dipende dalla polizza, dalla procedura e dall’autorizzazione richiesta, da verificare prima di fissare l’intervento.
La pagina sugli interventi alla mano e al polso raccoglie gli altri percorsi chirurgici trattati sul sito.
No. La sola presenza di un nodulo non rende necessario un intervento. La chirurgia viene discussa quando la retrazione del dito limita la funzione della mano, dopo aver misurato le articolazioni coinvolte.
No. Il tutore in estensione viene usato solo in casi selezionati; la durata, quando è indicato, dipende dalla procedura e dal decorso.
Il Prof. Smeraglia indica circa 15 giorni come riferimento, a condizione che sia tornato un controllo funzionale sufficiente della mano. Il momento effettivo va confermato nel percorso postoperatorio.
Come riferimento, circa 15 giorni per un lavoro d’ufficio e circa 30 giorni per un lavoro manuale. La tecnica eseguita e le mansioni possono cambiare questi tempi.
Sì. L’intervento corregge la retrazione ma non elimina il morbo di Dupuytren. La durata della correzione varia con la tecnica e con le caratteristiche della malattia.
La visita permette di misurare la retrazione alla base e al centro del dito, valutare quanto limita la funzione della mano e discutere la tecnica, i possibili rischi e il programma di recupero. Il Prof. Smeraglia riceve per le visite private all’AMI, Via G. Fiorelli 12, Napoli. Per organizzare la valutazione, prenota una visita.